Quando prendiamo decisioni, quando ci confrontiamo e quando collaboriamo con gli altri lo facciamo sulla base di ciò che abbiamo imparato e delle persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino. Ho voluto riassumere alcune esperienze di oltre venticinque anni nel nostro Ateneo vissuti sempre con curiosità, passione e spirito di servizio, per provare a condividere quello che mi sembra di sapere. È un percorso che metto a vostra disposizione come candidato alla guida della nostra comunità. Il curriculum completo è sulla mia pagina personale.

La formazione

Dopo la Laurea in Economia e Commercio, ho conseguito il Ph.D. presso il Massachussets Institute of Technology nel 1997 specializzandomi sugli aspetti economico-gestionali della ricerca e dei processi innovativi. Formarmi anche all’estero mi ha dato l’opportunità di considerare la dimensione internazionale e la ricerca come elementi naturali per il nostro mestiere, da costruire, rafforzare e sviluppare per tutta la comunità universitaria, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti. Con convinzione, ma senza soggezione e senza assumere che ciò che viene da fuori sia automaticamente meglio di quanto c’è e possiamo costruire noi qui.

Nel 1998 ho avuto l’opportunità di tornare in Italia come Professore Associato nella Facoltà di Ingegneria di Bologna della nostra Università. L’ho fatto perché ero e sono convinto che possiamo e dobbiamo contribuire a migliorare il nostro Paese. Rispetto ad altri contesti soffriamo per molti vincoli e poche risorse, ma tutto si può  cambiare, con visione, pazienza, lavoro di squadra, flessibilità e perseveranza. L’ho visto fare da tanti di voi che mi siete stati di esempio, e ho interpretato con questo spirito i diversi ruoli che ho ricoperto in questi anni nell’Università di Bologna, in Italia e all’estero. 

Le esperienze all'Università di Bologna

Fare parte di una Facoltà fondata sulla collaborazione tra ambiti tecnici e ambiti scientifici mi ha permesso di apprendere il valore della multidisciplinarietà per un grande Ateneo generalista come il nostro, che deve rispettare e valorizzare epistemologie, visioni e modelli diversi. Quando nel 2001 mi sono trasferito come Ordinario alla Facoltà di Economia di Rimini ho lavorato in un Campus giovane che stava muovendo i suoi primi passi. Da Coordinatore di Corso di Studio, Vice-Preside e membro del Consiglio dell’allora Polo Scientifico-Didattico, ho potuto così toccare con mano la ricchezza e l’unicità del nostro assetto Multicampus e la rilevanza di una autonomia equilibrata per garantire a tutti il senso del proprio agire e la crescita di tutte le Sedi.

 

Nel 2006 sono tornato alla Facoltà di Ingegneria a Bologna e diventato Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali fino al 2012, ruolo che ho di nuovo ricoperto per un altro triennio finito due mesi fa. Nel 2008 sono entrato in Senato Accademico, sono stato eletto Vice-Coordinatore del Collegio dei Direttori che comprendeva 72 Dipartimenti e sono diventato Presidente della Commissione Ricerca entrando così nella Giunta di Ateneo. Queste esperienze mi hanno permesso di conoscere a fondo le competenze, le norme e  processi che reggono la nostra organizzazione. Su queste basi concrete ho compreso quali siano i vincoli con cui convivere e quali, invece, dipendano da scelte che dobbiamo rivedere per lavorare meglio e con maggiore motivazione. In questo senso è  fondamentale il ruolo del personale tecnico-amministrativo che deve essere  messo nelle condizioni di risolvere problemiarricchire e valorizzare le proprie competenze per  sentirsi parte attiva dei processi in cui è coinvolto.

 

Nel corso degli anni e con diversi Rettori ho anche seguito per conto dell’Ateneo progetti che hanno richiesto il coordinamento di gruppi multidisciplinari al nostro interno e interazioni istituzionali a livello italiano e internazionale. L’ultima esperienza è stata la nuova formulazione del Protocollo di Intesa tra le Università dell’Emilia Romagna e la Regione sui rapporti in area Medica e il successivo Accordo Attuativo con l’Azienda Ospedaliera Universitaria S.Orsola-Malpighi.

 

Ho imparato in queste occasioni quanto sia cruciale lavorare in gruppo, coinvolgendo docenti e tecnici-amministrativi, cercando sempre le competenze più adeguate, per dare vita a relazioni equilibrate con tutti gli interlocutori dell’Università nella società.

Noi e gli Studenti

Siamo studiosi e ricercatori, e siamo universitari perché vogliamo far crescere le nuove generazioni. Lo facciamo insegnando, per parte mia attraverso i corsi che tengo e ho tenuto al triennio, alla magistrale, al dottorato, in master e percorsi post-laurea, in Italia e all’estero. Per questo sono convinto di quanto sia cruciale valorizzare, sostenere e innovare la didatticaLo facciamo disegnando nuovi percorsi di studio e creando nuove opportunità di apprendimento. Con questo spirito, insieme ad altri colleghi, ho fatto partire nel nostro Ateneo nuovi progetti collegati ai miei ambiti disciplinari a vantaggio di tutta la nostra comunità: Start-Cup, la prima Business Plan Competition dedicata agli studenti; Almacube, l’incubatore dell’Università di Bologna; BBS, la Business School dell’Università di Bologna e lo Yunus Social Business Center nella nostra sede di Forlì. Queste iniziative sono cresciute, hanno rappresentato un esempio per altre istituzioni e hanno allargato gli spazi di azione della nostra Università. In tutte queste occasioni abbiamo lavorato unendo discipline e saperi diversi, imprese e istituzioni del territorio.

 

Per questo sono convinto che un Ateneo con secoli di storia debba continuare a contaminarsi, a offrire occasioni di inclusione e ad accogliere nuove opportunità, anticipando i tempi e cambiando in meglio il mondo in cui viviamo.

Le esperienze nella società

Per il mio profilo disciplinare, sono stato coinvolto in più occasioni dal Governo italiano e da istituzioni nazionali ed internazionali. Ho potuto acquisire familiarità con le dinamiche europee e con la diplomazia della ricerca vivendo sul campo la revisione della strategia Europa2020 nell’ambito del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Nel 2017 ho coordinato i lavori del G7 sul tema specifico dell’Open Science, oggi molto attuale e prioritario. In momenti diversi durante questi anni ho avuto incarichi in Consigli di Amministrazione e Comitati Tecnico-Scientifici di società quotate e non, di amministrazioni pubbliche e associazioni di categoria. Da circa dieci anni ho accompagnato come Presidente del Comitato Scientifico la Fondazione Bruno Kessler nel suo sviluppo come Ente di Ricerca multidisciplinare con gruppi che operano dalle scienze religiose alla fisica teorica. Ho anche avuto la possibilità di partecipare alla fondazione di una nuova Università a Mosca, lo Skolkovo Institute of Science and Technology, occupandomi della definizione dei corsi, del reclutamento e della partenza del Centro per l’Imprenditorialità e l’Innovazione. In tutte questi ruoli ho sempre operato prestando grande attenzione alla parità di genere

 

Grazie a queste esperienze, legate anche ad ambiti disciplinari lontani dal mio, capisco la rilevanza di un rapporto proficuo ed armonioso tra pubblico e privato, la necessità di attraversare i confini piuttosto che alzare i muri e l’importanza di aprirsi a linguaggi ed esigenze differenti per fare crescere in modo inclusivo la società di cui facciamo parte.