Uno sguardo di lungo periodo

L’impianto generale e le linee di intervento legate alla dotazione straordinaria di risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Next Generation Italia saranno sviluppate a breve. Chi guiderà l’Ateneo dovrà essere pronto a cogliere le diverse possibilità collegate a quanto previsto per Università e Ricerca e a quanto possa vederci parte attiva nei nostri territori. Per questo è importante riflettere sulle priorità, sull’approccio al lavoro e sull’impostazione delle collaborazioni istituzionali che si renderanno necessarie.

a. Le priorità

Il nostro Ateneo ha già definito un piano di sviluppo immobiliare molto ambizioso per i prossimi anni.

La prima priorità è quella di completarlo in modo che tutti gli insediamenti previsti e la gestione degli spazi garantiscano una reale coerenza tra le aspettative di molti progetti e il loro effettivo completamento. Questo vale per tutte le aree in sviluppo in tutti i nostri Campus, a partire da quelle di più immediato completamento come, ad esempio, il Navile a Bologna, il Campus di Forlì, i nuovi edifici a Cesena, il piano aule a Ravenna, la riduzione degli affitti a Rimini e gli interventi in tutte le nostre sedi. Questi sforzi devono essere accompagnati da un’attenzione rinnovata e rafforzata al recupero del decoro in tutti i nostri edifici e spazi. I nostri luoghi sono troppo spesso trascurati spazi di ufficio pubblico. Avremo risorse straordinarie e dovremo preoccuparci delle manutenzioni straordinarie necessarie per rendere tutti i nostri ambienti coerenti con ciò che ci si aspetta da un Ateneo che ha l’ambizione di essere una realtà di punta sul panorama internazionale. Luoghi dove tutti dobbiamo lavorare sentendoci a nostro agio e senza vergognarci di ospitare colleghi e studenti. Nelle grandi Università all’estero i luoghi della ricerca e della formazione universitaria sono esempi di bellezza, modelli di futuro, habitat di qualità, molto distanti dallo standard della maggior parte dei nostri spazi e per questo dobbiamo intervenire.

La seconda priorità è sviluppare un programma articolato di investimenti in spazi, attrezzature e persone per dotarci di grandi infrastrutture di ricerca in grado di renderci più competitivi, più attrattivi e più ambiziosi nella portata dei progetti e delle interazioni multidisciplinari. Sono interventi che richiedono di essere declinati in modo diverso a seconda delle aree e per i quali sarà importante lavorare per un efficiente uso combinato delle risorse che potrebbero arrivare da canali differenti, come la salute, l’industria e la sostenibilità ambientale. Anche se non tutte le nostre discipline potranno essere direttamente coinvolte, queste risorse potranno consentirci anche di liberare fondi significativi che dovremo indirizzare in modo complementare a vantaggio di altri interventi, che consentano a tutti di accedere alle medesime opportunità.

Una terza priorità riguarda le infrastrutture e i servizi per gli studenti e per il supporto di tutta la comunità universitaria. Già oggi abbiamo molte difficoltà nell’offrire spazi adeguati per le lezioni, per studiare, per socializzare, per incontrarsi, per fare sport. Questa occasione deve servirci per rispondere alle tante richieste che già conosciamo. Ma non basta, perché se vogliamo contribuire ad accogliere tutti i capaci e i meritevoli, come è nostro compito fare, dobbiamo investire in un piano straordinario che ci dia più spazi sempre più aperti e alloggi per offrire ancora più occasioni ad altri studenti e studentesse. Gli spazi da soli non bastano e andranno sostenuti con i piani straordinari di reclutamento previsti e una funzionalizzazione dei nostri luoghi che offra infrastrutture fondamentali per favorire l’interazione tra tutti noi e tra noi e gli studenti: asili e luoghi per lo sviluppo di campi estivi, ambienti per esperienze di piccoli gruppi educativi, cortili attrezzati, aree cucina e ristoro, caffetterie, spazi ludico-ricreativi, sale-lettura, impianti sportivi, foresterie, sono tutti esempi concreti di ciò che caratterizza tutti i Campus moderni e a cui puntare in tutte le nostre sedi.

b. L’approccio

Anche se non conosciamo i dettagli operativi, e questi saranno certamente fondamentali per definire completamente come dovremo muoverci, sappiamo già che le risorse che arriveranno avranno un chiaro orizzonte temporale di riferimento e dovranno essere spese secondo una logica analoga a quella dei progetti europei. Potremo quindi fare leva sulla nostra grande esperienza maturata in questo senso, ma dovremo anche adeguare la nostra organizzazione, che è abituata a lavorare per funzioni, e puntare, invece, ad una organizzazione per progetti.

Questa nuova organizzazione richiederà una squadra di governo snella, in grado di presidiare direttamente il funzionamento ordinario e di coordinare gruppi di progetto costituiti ad hoc per seguire le diverse iniziative sostenute dalle risorse straordinarie. Si tratterà di combinare competenze accademiche ed amministrative, di scegliere sulla base delle specifiche competenze richieste e di utilizzare queste occasioni come opportunità concrete per trasferire nei progetti le conoscenze sviluppate attraverso le nostre ricerche e le nostre relazioni con la comunità scientifica internazionale.

Nello svolgimento delle varie attività dovremo tenere sempre presenti le grandi sfide della società e utilizzarle come punto di riferimento per lo sviluppo dei progetti. Questa impostazione ci consentirà di offrire opportunità di formazione, di crescita professionale e di sviluppo di specifiche competenze al personale tecnico-amministrativo, e di contribuire così ad innalzare il livello complessivo della qualità delle nostre risorse a vantaggio degli anni che verranno, quando i progetti saranno conclusi.

c. Le collaborazioni istituzionali

La nostra Università sarà uno dei molti attori coinvolti nel rilancio del paese. Per questo sarà fondamentale impostare tutti i progetti in maniera attiva in modo da favorire tutte le possibili collaborazioni istituzionali sui nostri territori. Le competenze regionali su molti ambiti, dalla formazione alla sanità, il ruolo dei Comuni per lo sviluppo dei tessuti urbani e delle infrastrutture di prossimità, il contributo del privato per la condivisione di competenze e lo sviluppo di strumenti operativi sono tutti ambiti concreti a cui orientare la nostra attenzione.

Un primo ambito fondamentale di collaborazione sarà lo sviluppo comune di progetti condivisi per la ridefinizione degli spazi urbani a partire dal nostro insediamento storico a Bologna, che rischia di svuotarsi rapidamente di vita e comunità con i molti trasferimenti già previsti. Sarà importante costruire una visione articolata di valorizzazione del nostro patrimonio museale e degli edifici storici, impegnarci ulteriormente per un investimento specifico sul Museo dell’Evoluzione per trasformarlo in una realtà di valore internazionale, in grado di fare da traino per una riqualificazione del quartiere dei Bentivoglio.

Accanto alla visione generale sul territorio sarà opportuno cercare tutte le forme possibili di sinergia nella gestione delle risorse, anche attraverso strutture comuni sviluppate e gestite con una logica di scopo, come succede per progetti speciali di rilevanza nazionale, quali ad esempio l’organizzazione degli Expo o dei grandi eventi sportivi. Questo tipo di approccio ci consentirà di applicare strumenti evoluti di supporto alla gestione dei progetti come l’Innovation Procurement, che consente di portare nuove tecnologie e soluzioni innovative nell’ambito degli appalti.

Dovremo sviluppare per molte infrastrutture forme specifiche di collaborazione tra il pubblico e il privato, che consentano di ragionare sull’intero ciclo di vita dei progetti e di pensare non solo agli investimenti, ma anche ai costi di gestione che dovremo sostenere per le nuove infrastrutture. Potremo promuovere attivamente l’utilizzo di strumenti della finanza di impatto, che è in forte sviluppo in tutto il mondo ed offre un’occasione concreta ad istituzioni anche locali come, ad esempio, le Fondazioni Bancarie, per allocare risorse dedicate allo sviluppo di iniziative con effetti intenzionali, misurabili ed addizionali.